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| Guardando verso levante: Capo Tindari a destra e il litorale verso il Capo di Milazzo in lontananza a sinistra. |
giovedì 26 aprile 2012
milazzo - san giorgio, 29 miglia
Finalmente una giornata di calma. Ancora 2-4 decimi di nodo di corrente contraria sulle punte ma altrimenti è stata una giornata positiva. Ora sono in tenda con il pannello solare che carica. Ho quasi finito l'acqua e appena terminato di caricare il blog vado a cercarla. Vorrei anche un po' di frutta…
mercoledì 25 aprile 2012
contro corrente a spadafora
Non avrei mai immaginato di trovare questo freddo in Sicilia ad Aprile.
spadafora - milazzo, 8 miglia
Questa mattina sveglia alle 04:00 ma con il vento e il freddo che c'era sono riuscito a smontare la tenda e a stivare tutta l'attrezzatura solo verso le 05:30. Alle 05:45 ero in mare. Sempre corrente contraria da 4 a 7 decimi e vento tra i 18 e i 25 nodi. Più che altro faceva freddo e a ogni onda mi piantavo nel mare. Quando sono entrato nella baia di Milazzo il mare si è calmato e ho potuto fare qualche fotografia: peccato che queste raffinerie abbiano modificato per sempre la bellissima spiaggia!
| Quando il mare ha iniziato a calmarsi ho fatto qualche foto. |
martedì 24 aprile 2012
massina - spadafora, 21 miglia
Oggi giornata faticosa. Corrente fino a 4 nodi su Punta Sottile e Capo Peloro e corrente mai sotto i 7 decimi, sempre contraria, tutto il giorno. Vento da scirocco le prime ore e poi, due miglia prima di Capo Rasocolmo è entrato il maestrale fino a 20 nodi. Il mare corto di prua e il vento freddo mi hanno fatto desistere da arrivare fino a Milazzo: otto ore e mezza sono bastate. Ora sono in tenda. Se domani davvero dovesse tornare aria da sud con mare calmo cercherò di partire più presto.
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| Il tralliccio di Capo Peloro. |
lunedì 23 aprile 2012
lega navale italiana sezione di messina
Grazie al Presidente e ai Soci della Lega Navale Italiana, sezione di Messina che mi hanno accolto con il kayak e che mi ospiteranno per questa notte.
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| È entrato il maestrale. |
ti amo da morire
Non so per quale motivo ma le banchine, i muri, e le massicciate che si affacciano sul mare ispirano i fidanzati d'Italia. Già durante il giro d'Italia, Trieste_Ventimiglia, dell'anno scorso, avevo notato questa abitudine ma oggi sono davvero rimasto colpito dalla quantità di messaggi letti. Ho visto un lo amavo e lo amo ancora, che tradisce una nostalgia se non una tristezza per un amore finito, ben due ti amo da morire, accompagnati da nomi che per riguardo non riporterò, un sono stati i tre mesi più belli della mia vita, sempre con dedica e un io e te fino alla fine che spero sia riferito a un amore eterno. Che il mare infonda il coraggio necessario a dichiararsi? Spero che il coraggio non sia mancato per dichiararsi direttamente prima di decidere di riprodurlo sul cemento!
nizza di sicilia - messina, 22 miglia
Questa mattina sono partito con un leggero vento da sud. Poi è montata un po' di nebbia e a fine giornata è entrato il maestrale. La corrente contraria è sempre stata tra i 4 e i 9 decimi di nodo mentre a Capo Scaletta e a Punta S. Ranieri, prima del porto di Massina, ha raggiunto i 3 nodi e mezzo nonostante mi sia tenuto sempre a pochi metri e anche meno da terra. A punta S. Ranieri, e un decimo di miglio da terra, c'erano frangenti e il mare era un metro più alto. Considerate che oggi era una giornata di mare calmo… Insomma, questi sarebbero posti fantastici per insegnare a navigare in kayak con le correnti!
L'attraversamento del Porto di Messina è andato bene: prima ho cronometrato i tempi dei passaggi delle navi, poi, definita la strategia, ho attraversato puntando dritto verso un traghetto veloce in entrata. Sono passato sulla sua scia e ho raggiunto il fanale verde a terra con ampio margine sull'aliscafo successivo. Il terminal traghetti, invece, è stato ancora più semplice perché due navi erano ormeggiate senza segni di vita a bordo mentre le altre due stavano caricando auto e camion e quindi sono passato sotto le loro prue con relativa calma.
L'attraversamento del Porto di Messina è andato bene: prima ho cronometrato i tempi dei passaggi delle navi, poi, definita la strategia, ho attraversato puntando dritto verso un traghetto veloce in entrata. Sono passato sulla sua scia e ho raggiunto il fanale verde a terra con ampio margine sull'aliscafo successivo. Il terminal traghetti, invece, è stato ancora più semplice perché due navi erano ormeggiate senza segni di vita a bordo mentre le altre due stavano caricando auto e camion e quindi sono passato sotto le loro prue con relativa calma.
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| Capo d'Alì |
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