lunedì 28 maggio 2012

siracusa - brucoli, 23 miglia

Questa mattina, sapendo che le condizioni sarebbero state buone, ho deciso di svegliarmi alle 04:00 per recuperare un po' di sonno e quindi sono partito solo alle 05:10. Ho lasciato Siracusa con quei primi chiarori che anticipano l'alba e che sono i miei orari preferiti. Ho navigato sotto le scogliere di Siracusa abitate da centinaia di rondini indaffarate fino al Capo di S. Panagia dove è apparso improvvisamente un inquietante relitto di una piccola petroliera. Le dodici miglia successive ho navigato tra le navi, le raffinerie e il grande porto di Augusta (3 x 4 miglia). Sono quasi stato male per le esalazioni di idrocarburi, tanto da dover rallentare il ritmo per non inalare troppo gas… La cosa che mi ha sorpreso è che anche quando la brezza di terra si è definitivamente fermata lasciando il posto a una leggera brezza di mare di non più di 6-8 nodi ho continuato a respirare quell'aria inquinata per 75 minuti! Vuol dire che le esalazioni erano andate almeno fino a 8 miglia da terra ritornandoci dopo l'inversione termica!
Sono stato all'interno della diga foranea meridionale per rimanere ridossato dalla brezza di mare sbucando dalla bocca di porto centrale poco dopo aver iniziato a sentire nuovamente il profumo vero del mare.
A Brucoli ho sistemato il kayak nel bellissimo porto canale. Fuori è tutta una scogliera e non ci sono spiagge: questa notte B&B!

La lunga scogliera di Siracusa.


Tra poco sorge il sole.

Presso le aperture delle grotte c'è un grande movimento:
piccoli stormi di indaffaratissime rondini
che entrano ed escono senza tregua.

Con un po' di fantasia appaiono animali curiosi…

Condomini sulla scogliera.

05:44

Relitto di una piccola petroliera a Capo S. Panagia.
Il sistema di contenimento del petrolio è ancora in mare:
la scogliera e il mare, però, sono sporchi.

Subito dopo il relitto.

Condotto nella Baia di S. Panagia.

Qui sono stato quasi male per le esalazioni.

Sotto ai bocchettoni di collegamento alle cisterne
delle navi c'è una barriera per il contenimento
del petrolio che tracima in acqua.
Evidentemente è normale che succeda… 

Passo sotto il condotto.
L'acqua è terribile, l'aria peggio e spero di non stare male.

Raffinerie a perdita d'occhio.

Punta Magnisi. Lavori interrotti e vacche al pascolo.

Il faro di Punta Magnisi.

Entro nel porto di Augusta per navigare sottovento
alla diga foranea meridionale.

Sono dentro al grande porto di Augusta.
Solo navi e raffinerie.

Il porto di Augusta.

La periferia di Augusta. Condomini sulla spiaggia.


La città di Augusta.

La scogliera di Capo Santa Croce.

Il faro di Capo Santa Croce.

In lontananza appare l'Etna. Sto arrivando!

Capo Sbarcatore dei Turchi. Un immenso scivolo
naturale in roccia. Non avrei voluto trovarmi qui
al momento dello sbarco!

Capo Sbarcatore dei Turchi da N

La scogliera di Capo Campolato.

Case con vegetazione.

Antico edificio.

Acqua sporca ma bellissime scogliere.

Brucoli

Arrivo in fondo al porto-canale di Brucoli.

Il kayak pronto per domani mattina.

Sto finendo la circumnavigazione della Sicilia
e ho già nostalgia di molti litorali
e delle persone incontrate.